“La direzione regionale del Pd verra’ espressa dai coordinamenti provinciali del partito, che dovranno indicare 60 nomi, 30 uomini e 30 donne. A queste indicazioni dei territori, si affiancheranno per funzioni di diritto i consiglieri e gli assessori regionali, i presidenti delle province, i ministri ed i sottosegretari del Lazio del Governo Prodi, i sindaci delle citta’ capoluogo, i deputati ed i senatori del Pd eletti nella regione”. È questa la proposta avanzata da Nicola Zingaretti ai coordinatori provinciali del Pd.
“In questo modo – ha continuato Zingaretti in una nota – gli organi di direzione collegiale del nuovo partito si caratterizzeranno per una forte rappresentativita’ del territorio e per una presenza di importanti risorse impegnate nelle istituzioni e nel Governo. Con la formazione di questa squadra, la fase costituente, fa un altro passo in avanti; ora a dicembre ci attende l’obiettivo di costruire in tutta la regione almeno un circolo del Pd in ogni comune ed in ogni quartiere”.
fonte: www.nicolazingaretti.it

Sto riflettendo da tempo Su molte cose della politica, ed in partcolare sulla mia collocazione dentro il P D.
Ci sono state varie ragioni che mi hanno spinto a partecipare alla costituente del PD.
ma credetemi non ci sto capendo più niente . Vorrei capire se rispetto a tutti i problemi che ha l’Italia si può andare sempre al dibattito anche per le sfumature e non si trova mai la sintesi su niente? Non si trova in questo partito uno spicher che in pochi secondi dica come la pensiamo sugli argomentidel giorno?
L’organizzazione del partito da febbraio non ancora decolla ,ma chi crediamo che ci stia in mezzo alla gente se non chi tra la gente ci vive.
ho 63 anni e vorrei vedere una classe dirigente nuova capace;non le vecchie facce sempre ammanicate con il potere che pensano solo a farsi la guerra per le poltrone .e non lasciano spazio neanche a bastonate .
Io l’esmpio l’ho dato ero consigliere a Tivoli ed ad Aprile non mi sono ricandidato ,ci fosse stato uno solo che ha seguito l’esempio.svegliamoci altrimenti io vi mollo.
nello paolacci