Archivio per Maggio 2008

Appello dagli studenti della Sapienza

APPELLO DEGLI STUDENTI DEMOCRATICI DELLA SAPIENZA

Stop alla violenza negli atenei!

 I fatti accaduti alla Sapienza si inseriscono nel quadro più ampio nato all’indomani delle elezioni politiche e amministrative che hanno consegnato il Paese e la città al centro-destra.

Oggi abbiamo bisogno di opporci con fermezza a chi crede all’uso della violenza e prova a legittimarsi con una vera e propria aggressione in pieno giorno.

Noi continuiamo a difendere i principi costituzionali e antifascisti e perciò pensiamo che chi si rende protagonista di tali azioni non possa essere accolto in questo ateneo.

Per questo ci chiediamo come abbia fatto il Preside della Facoltà di Lettere a non rendersi conto che stava autorizzando un’iniziativa a chi in questa università non ha mai avuto una rappresentanza.

Ci chiediamo perché non abbia subito chiarito che chi vuole discutere dentro La Sapienza è libero di farlo, ma solo se propone un vero dibattito, e non un incontro propagandistico e provocatorio.

Pensiamo che il Preside della Facoltà debba responsabilmente scusarsi con il mondo accademico.

 

Nell’università La Sapienza, oggi più che mai, ciò di cui abbiamo bisogno è che gli studenti, i  ricercatori, i dottorandi, i docenti rispondano ai fatti accaduti con l’unica arma che abbiamo in mano: la cultura.

Invitiamo tutte le componenti dell’Ateneo più grande d’Europa a incontrarsi per costruire un vero dibattito, scientifico e non strumentale, sull’argomento.

Il no alla violenza per noi rimane un punto fermo, non rispondiamo alle provocazioni di chi, in questo momento, ha bisogno di visibilità e tenta in ogni modo di riemergere sulla scena politica, anche universitaria.

Chiediamo agli studenti di firmare questo appello per dire un forte NO alla violenza dentro la città e le università e per chiedere il ritorno a un clima di normale confronto democratico.

Per aderire

on line FUTURA di Maggio, newsletter delle donne democratiche di Ciampino

In questo numero:

- Grazie Ciampino, di Sandra Giangreco

- Dora Maar, Musa inquieta di Picasso

- Più Giovani, Più Donne, Più Partecipazione di Angela Casaregola

- Percorso di donna: Elsa Morante

- Vergogna. E’ morto Nicola Tommaselli

Leggi il numero di Maggio in versione pdf

 

Festa Democratica nazionale a Firenze dal 23 agosto al 7 settembre

Si chiamerà “Democratica” la prima festa nazionale del Partito Democratico che si terrà a Firenze, alla Fortezza da Basso, dal 23 agosto al 7 settembre. Lo rendono noto il responsabile Comunicazione del PD, Paolo Gentiloni, ed il responsabile delle Feste, Lino Paganelli.

“La novità della nascita del Partito Democratico – dichiara Gentiloni – viaggerà insieme con la grande tradizione delle feste di partito, in particolare quelle de L’Unita”.

Accanto alla Festa Democratica di Firenze, molte feste in tutta Italia saranno intitolate alle città, ai paesi e ai quartieri in cui saranno organizzate. Nel complesso, saranno migliaia gli appuntamenti che affolleranno la penisola da giugno a settembre.

 

LA DESTRA SOCIALE ALLA PROVA DI “DEMOCRAZIA”. Negata la parola all’opposizione nel primo consiglio comunale.

Dal sito de “il Messaggero”:

ROMA (26 maggio) – Caos alla prima seduta del Consiglio comunale che si è concluso al grido di «buffoni! buffoni!» da parte dell’opposizione. La chiusura della seduta è stata contestata lamentando il fatto che la riunione si fosse chiusa senza che loro avessero potuto parlare. «Quella di oggi è giornata nera per il Consiglio comunale di Roma – ha detto il capogruppo del Pd Umberto Marroni – al di là delle dichiarazioni fatte dal sindaco Alemanno sulla disponibilità al dialogo, è stato impedito all’opposizione di parlare, cosa che non è mai avvenuta in consiglio comunale». Secondo Marroni il presidente Pomarici «ha commesso una grave irregolarità e scorrettezza, perché aveva messo al voto il prolungamento del dibattito, come peraltro concordato con il capogruppo del Pdl. Invece è stato chiuso in maniera del tutto autoritaria, facendo parlare solo il sindaco e non l’opposizione». Marroni parla di «fatto gravissimo, mai avvenuto nella storia del consiglio comunale». 

La richiesta di prolungare la seduta.
«Il capogruppo del Pdl Dario Rossin – ha detto Marroni – aveva richiesto di prolungare la seduta, come avevamo concordato, per consentire la discussione sulle linee programmatiche presentate da Alemanno. Richiesta arrivata prima delle 14. Il presidente doveva metterla in votazione, come da regolamento. La seduta è stata chiusa invece arbitrariamente, ingiustamente e in maniera autoritaria».

Istanza al prefetto. Il Pd, leggendo in quanto accaduto «una responsabilità politica», ha sottolineato che «con Coratti faremo istanza al prefetto per il rispetto del regolamento e chiederemo in una lettera congiunta con gli altri gruppi dell’opposizione un incontro con il sindaco per chiarire la vicenda». 

Su quanto accaduto ha preso parola anche Massimiliano Valeriani che ha detto: «C’è stato un mezzo conciliabolo 30 secondi tra Pomarici e Alemanno in cui è venuto un input chiarissimo da parte del sindaco di chiudere la seduta». Mentre il consigliere Paolo Masini ha chiuso: «Non vorrei che sia stata accolta la proposta di Storace (che intervenendo in aula si era espresso per rimandare la discussione ad un’altra seduta, ndr) per un qualche conto in sospeso con l’assegnazione delle deleghe a chi ha apertamente sostenuto Alemanno nel corso della campagna elettorale».

NO AL REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

 Il Partito Democratico e l’Udc sono d’accordo: no all’introduzione del reato di immigrazione clandestina nel pacchetto sicurezza che il governo intende ‘varare’ al prossimo CdM di Napoli. “Le questioni della sicurezza sono fondamentali per tutti i cittadini, per questo vanno affrontate con misure utili e non propagandistiche. Per questo il Partito Democratico dice di no all’idea di introdurre il reato di immigrazione clandestina: sarebbe una misura inutile e persino dannosa, capace di intasare le carceri e di spingere anche chi viene nel nostro Paese per lavorare tra le braccia della criminalita’ organizzata”, afferma, in una nota, il segretario del Pd, Walter Veltroni. E a distanza il segretario dell’Udc Pier Ferdinando Casini, afferma che il suo partito e’ pronto a votare a favore dei provvedimenti del governo in materia di contrasto all’immigrazione clandestina, a patto che non sia introdotto il reato di immigrazione clandestina. Intanto il ministro dell’Interno Roberto Maroni continua a lavorare sul pacchetto sicurezza da presentare al Cdm di mercoledi’ a Napoli.

“CIAMPINO ON AIR” – CONCERTO ROCK A CURA DEL PD GIOVANI CIAMPINO

IL CAMMINO CHE CI ATTENDE

LA RELAZIONE DI WALTER VELTRONI AL CORDINAMENTO NAZIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO DEL 15 MAGGIO 2008

Il senso di amarezza e di delusione che ha pervaso gli animi dei militanti e degli elettori del Partito democratico, per il risultato delle elezioni del 13 e 14 aprile, non è semplicemente un fatto emotivo, comprensibile e perfino scontato. E’ esso stesso un dato politico, da rispettare e da analizzare. E col quale fare i conti fino in fondo, senza scorciatoie autoconsolatorie.

Quella amarezza e quella delusione ci dicono infatti quanto alto fosse il livello delle nostre aspettative. Non a caso, ci siamo definiti un partito “a vocazione maggioritaria”. Perché la nostra vocazione, ossia il senso stesso del nostro esistere come partito, è quella di rappresentare la maggioranza degli italiani, di essere da essa considerati la principale risorsa per il buon governo del Paese. Non raggiungere quella soglia, la maggioranza necessaria a governare, significa perdere le elezioni, essere e “sentirsi” sconfitti.

continua


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